Il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha approvato una mozione di sostegno e solidarietà al professor Domenico Centrone, docente a contratto dell’ateneo, fermato e detenuto in Libia insieme ad altri attivisti del convoglio umanitario Global Sumud Convoy. 

prof domenico centroneBari - L'Università degli Studi di Bari Aldo Moro scende in campo per la liberazione del professor Domenico Centrone, docente a contratto del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica (DIRIUM), fermato e detenuto in Libia nei giorni scorsi.

Il convoglio umanitario Global Sumud Convoy, di cui Centrone faceva parte, è stato bloccato dalle autorità libiche mentre era in missione per portare aiuti alla popolazione di Gaza. Alcuni attivisti, tra cui il docente barese, sono stati arrestati e sono attualmente detenuti a Bengasi.

Il Senato Accademico dell'ateneo ha approvato una mozione di sostegno e solidarietà, nella quale condanna fermamente «le gravi violazioni dei diritti degli attivisti» ed esprime «piena solidarietà a quelli fermati e detenuti, e in particolare al professor Centrone e alla sua famiglia».

Il richiamo al diritto internazionale

Nella mozione, l'Università richiama esplicitamente il diritto internazionale. Si cita il Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici del 16 dicembre 1966, di cui la Libia è parte, che garantisce il diritto alla libertà e alla sicurezza e vieta l’arresto e la detenzione arbitrari. Si ricorda inoltre che, in base al diritto internazionale consuetudinario, ogni Stato ha l’obbligo giuridico di proteggere i cittadini stranieri presenti sul proprio territorio.

Sulla base di questi principi, il Senato Accademico chiede «l’immediata liberazione e il rimpatrio degli attivisti arbitrariamente fermati e detenuti» e auspica «che le richieste del Governo italiano nei confronti del Governo libico abbiano un pronto seguito».

L’impegno dell’ateneo per la pace e i diritti umani

L'Università di Bari ribadisce «il proprio impegno a difesa della pace, del rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani senza distinzioni». Un impegno concreto, che l’ateneo ha già tradotto in un progetto specifico: la mozione ricorda infatti che è stato istituito un Osservatorio sugli Accordi di Cooperazione in Aree Sensibili e di Conflitto, con il compito di monitorare i progetti scientifici e didattici, gli accordi di cooperazione e le collaborazioni in essere, «al fine di prevenire possibili sostegni diretti o indiretti a conflitti».

La comunità accademica si stringe attorno al docente e alla famiglia

La notizia dell’arresto ha suscitato preoccupazione e solidarietà diffusa nel mondo accademico e culturale barese. Il professor Domenico Centrone è noto per il suo impegno civile e per le sue battaglie in difesa dei diritti umani. La sua detenzione in Libia rappresenta un caso emblematico dei rischi che corrono coloro che si adoperano per portare soccorso in zone di guerra.

L’auspicio dell’intera comunità universitaria è che le diplomazie italiana e internazionale riescano a ottenere rapidamente il rilascio e il rientro in Italia del docente e degli altri attivisti. L’Università di Bari vigilerà affinché la vicenda non cada nell’oblio e si batterà per il rispetto della legalità internazionale.