Corruzione, turbativa d’asta, peculato e falso: la Procura di Trani ha chiesto misure cautelari per otto indagati, tra cui amministratori, funzionari pubblici e un finanziere.

tommaso minerviniTRANI - La Procura di Trani ha chiesto gli arresti domiciliari per il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini e di altre sette persone, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione, turbativa d’asta, peculato e falso.

Si tratta della seconda tranche di un'indagine, condotta dai finanzieri della Compagnia di Barletta dal 2022 e relativa, tra l'altro, a presunte irregolarità della gara per la nuova area mercatale di Molfetta, il cui cantiere fu sequestrato a luglio 2022. Dall'approfondimento di indagine sarebbero quindi emerse condotte illecite relativamente ad altri appalti, incluso quello per il nuovo porto commerciale.

E' lo stesso primo cittadino che affida ai social la sua delusione: "Sono profondamente addolorato e mortificato per quanto accaduto, scrive su Facebook, spiegando che "dopo lunghi anni di indagini, mi hanno notificato un avviso di comparizione per il 2 maggio di fronte al gip di Trani ove, unitamente ad altri, dovrò essere interrogato “preventivamente” in relazione a vicende amministrative con riferimento alle quali la Procura chiede misure cautelari".

Il provvedimento infatti è stato richiesto dalla Procura di Trani per otto persone in tutto, tra le quali un finanziere, con le ipotesi di reato di corruzione, turbativa d'asta, falso e peculato.

Si tratta di Tommaso Minervini, Alessandro Binetti (dirigente del settore territorio del Comune di Molfetta e rup per i lavori del nuovo porto commerciale), Lidia De Leonardis (dirigente dei servizi sociali del Comune di Molfetta), Tommaso Messina (autista del sindaco), Mario Morea (funzionario del Comune e rendicontatore dei fondi ministeriali ricevuti  per le opere di realizzazione della nuova area mercatale), Michele Pizzo ((luogotenente della Guardia di finanza in servizio a Molfetta), Domenico Satalino (dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Molfetta dal 1 dicembre 2021), e l'imprenditore Vito Leonardo Totorizzo (rappresentante legale della società Spamat srl).