Nel mirino la famiglia del magistrato impegnato nelle inchieste contro la criminalità organizzata foggiana. Solidarietà da istituzioni, forze politiche e associazioni. Indagano i carabinieri.
FOGGIA – Un grave atto intimidatorio si è verificato nella serata di sabato 20 aprile, attorno alle 21:00, mentre in tutta la provincia si celebravano le funzioni pasquali: alcuni colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro l’auto della madre del sostituto procuratore della Repubblica di Foggia, Roberto Galli. Il veicolo si trovava a Manfredonia. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per identificare i responsabili. Al vaglio degli investigatori anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Il magistrato è impegnato in importanti inchieste sulla criminalità organizzata attiva nella provincia di Foggia, e l’episodio è stato subito interpretato come un tentativo di intimidazione diretto.
Numerosi i messaggi di solidarietà e vicinanza espressi nelle ultime ore:
- Il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha parlato di «gesto grave, che colpisce tutta la comunità» e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione nel costituirsi parte civile nei processi contro la criminalità;
- L’associazione Libera Manfredonia e il coordinamento provinciale Libera Foggia hanno parlato di «atto mafioso» e chiesto ai cittadini di collaborare con le forze dell’ordine;
- Solidarietà anche da PD, movimento Con, Forza Italia e dal deputato Giandiego Gatta;
- Ferma condanna anche dalla Giunta esecutiva sezionale dell’ANM di Bari e dalla sottosezione dell’ANM di Foggia, che in una nota congiunta hanno definito il gesto un «grave attacco all’istituzione giudiziaria» che «non fermerà l’azione della magistratura».
«Quanto accaduto è inaccettabile – si legge nei comunicati – ma non comporterà alcun arretramento nella lotta alla criminalità».
L’episodio accende ancora una volta i riflettori sulla difficile situazione del territorio foggiano, sempre più spesso teatro di minacce e violenze contro magistrati e forze dell’ordine, impegnati in prima linea nel contrasto alle mafie locali.