L’imprenditore è indagato per truffa aggravata e autoriciclaggio. Nessun provvedimento per gli altri due indagati. Al centro dell’inchiesta il recupero di una masseria finanziata con fondi pubblici.

Vittorio AndideroBari – Niente arresti per l’imprenditore barese Vittorio Andidero. Il giudice delle indagini preliminari Paola Angela De Santis, non ha infatti accolto la richiesta degli arresti domiciliari per lo stesso Andidero, Giancarlo Lucrezio e per il commercialista Marco De Marco, indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e (il solo Andidero) per autoriciclaggio.

Il costruttore barese è stato però interdetto per un anno dall’esercizio della professione, di imprese o di uffici direttivi di imprese. Nel corso dell’interrogatorio preventivo tenuto nella giornata di lunedì (procedura introdotta dalla Riforma Nordio, che permette all'indagato di essere sentito dal giudice prima che venga presa una decisione sulla sua eventuale custodia cautelare), la gip avrebbe osservato un comportamento scarsamente collaborativa da parte di Andidero.  Inoltre dagli atti dell’indagine che ipotizza una serie di presunti “artifici e raggiri” adottati nell’ambito della riqualificazione e il recupero di una masseria del Salento per la realizzazione di un albergo a 4 stelle, finanziato per il 50% con il contributo erogato dalla Regione, alla Modoni Building di Andidero, relativamente ai programmi integrati di agevolazione PIA turismo, secondo il giudice emergerebbe, così come indicato dagli investigatori della Guardia di finanza, una condotta non legittima.

Andidero è assistito dagli avvocati Gaetano Sassanelli e Gianluca Loconsole e Gaetano. Nessun provvedimento invece ha raggiunto Lucrezio, rappresentato dall’avvocato Andrea Starace e per De Marco, assistito dai legali Federico Massa e Michele Laforgia.  

Secondo la ricostruzione elaborata dalla Procura, l’impresa Modoni ha appaltato i lavori per la costruzione dell’albergo alla società Sigma di Lucrezio. De Marco, da parte sua avrebbe fatto in modo che la Sigma ottenesse un finanziamento bancario da 250mila euro per simulare i pagamenti di interventi per 1,4 milioni. Gli investigatori della Gdf hanno sequestrato ad Andidero beni per 1,1 milioni di euro, pari alla prima tranche del finanziamento concesso dalla Regione. Gli inquirenti contestano anche la mancata realizzazione dei lavori, di cui invece sarebbe stato attestato il completamento per oltre il 97%.