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Putignano - Costretto a letto dalla malattia ora rischia anche lo sfratto

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Cronaca

L'appello del signor Santi e della sua compagna: 'Non possiamo andare avanti così...'

PuAppello_Sig._Santitignano Ba - Dopo due infarti con complicazioni urologiche e una lunga degenza ospedaliera, Gianfranco Santi, 59 anni, da quasi sette è costretto a letto accanto ad una bombola di ossigeno, è impossibilitato a muoversi e a compiere anche le azioni più semplici del quotidiano.





Ad assisterlo da alcuni anni c’è la sua compagna Anna, anch’ella con problemi di salute. Entrambi vivono in un modesto e umido alloggio popolare nel quartiere periferico di S. Pietro Piturno, con un sussidio mensile, 600 euro in tutto, che basta a malapena a coprire le spese per le medicine e le varie utenze. Oltre agli stenti causati dalla loro precaria condizione economica e sanitaria oggi si è aggiunto anche il rischio di sfratto. 

L’ente che gestisce le case popolari di quel quartiere Arca Puglia, ha inviato alcune settimane fa alla coppia, un sollecito di pagamento di quasi 18mila euro, per canoni di locazione non corrisposti, richiedendone il pagamento in tempi strettissimi.

Diversamente i due inquilini saranno sfrattati e messi in mezzo ad una strada. 'Abbiamo mandato all’Arca i certificati medici del Santi e proposto un pagamento dilazionato del debito, ma non abbiamo avuto ancora risposte'. Così lo sfogo della convivente Anna, che ci ha mostrato le lettere dove si precisa che sono stati regolarmente corrisposti gli affitti degli ultimi tre anni e che per saldare un po’ per volta la somma dovuta, sono disposti a pagare un importo più che doppio rispetto a quello previsto.

Della questione sono stati informati anche i servizi sociali di Putignano che già seguono la coppia in difficoltà. L’assessore al ramo Gianluca Miano si è impegnato ad esaminare il caso e a trovare soluzioni in breve tempo. Già in passato gli uffici comunali erano intervenuti per rafforzare per esempio l’assistenza domiciliare integrata con prestazioni direttamente a casa, per aiutare le persone come loro non completamente autosufficienti. 

Quella fornita dalla Asl però,  s’interrompe il sabato e la domenica. In caso di emergenza, come per il cambio di catetere per via del rischio infezioni, il Santi è costretto a ricorrere ad un infermiere privato sostenendo i relativi costi. 'Ho provato nei fine settimana a chiamare il 118 - aggiunge il Santi - ma mi dicono che il cambio del catetere non è di loro competenza e che devono trasportarmi in ospedale. Solo che poi non possono riportarmi a casa - prosegue il Santi - per cui dovrei prendere un mezzo pubblico per farlo e, nelle mie condizioni, è quasi  impossibile'

A questi problemi si aggiungono quelli per le forniture relative al macchinario che fornisce ossigeno e altri presidi medici che richiedono l’intervento di personale specializzato. 'Così non posso andare avanti - conclude il signor Santi -  Ho anche chiesto al sindaco un aiuto a trovare una casa in paese (il quartiere S. Pietro Piturno è a 3,5 km dal centro), ma ancora non ho avuto risposte...'.





 
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