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Dopo il “bavaglio all’informazione”, a Carnevale arriva la “maschera ai giornalisti”
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Dopo il “bavaglio all’informazione”, a Carnevale arriva la “maschera ai giornalisti”

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Attualità

Giornalisti, fotografi e cineoperatori non in maschera o relegati nella cosiddetta press area, questa l’imposizione della Fondazione Carnevale di Putignano, guidata da Franco Laera: "obbligare" gli addetti ai  lavori di mascherarsi durante le sfilate del carnevale.

Tonio_2C_con_il_Pass__balconePutignano Ba - Lo Sfogo del fotoreporter Tonio Coladonato: dopo 40 anni di onorata professione, allontanato dall’area “vip” del percorso mascherato, racconta in qeusta lettera che pubblichiamo, come sono andate esattamente le cose, e il suo totale dissenso per la vessatoria regolamentazione a carico di giornalisti e fotoreporter. 

Di mascherarsi non se ne parla proprio, non ho ritenuto giusto il trattamento riservato a me e ad altri colleghi imposto dal Presidente della Fondazione Carnevale di Putignano o da chi per lui. In quarant’anni di onorata professione di fotoreporter,  molti dei quali al servizio del Carnevale, non mi sarei mai aspettato un tale irrispettoso trattamento, comunicato su carta  e a botta di comunicati stampa.

Reputo inaccettabile il fatto di essere dislocato a oltre 150mt dalla tribuna d’onore per motivi che peraltro considero semplicemente pretestuosi e ingiustificati. Certo è che il servizio fotografico, grazie all’esperienza maturata, l’ho realizzato ugualmente e con ottimi risultati, fornendo regolarmente, come da tempo faccio, le agenzie e le testate che mi hanno richiesto le immagini. Sono dispiaciuto del metodo “staliniano” di dare addosso a chi fa tanto per proporre l’immagine di una manifestazione pubblica, fatta con soldi pubblici e che si svolge sul suolo pubblico.

Mi dispiace dirlo ma, è certo che tutto il mio archivio fotografico e video, nonché il materiale cartaceo del Carnevale di Putignano in mio possesso, alla mia “morte” sarà bruciato. L’ho scritto e ribadito a mia moglie, che nessuna amministrazione comunale qualsiasi essa sia non merita di acquisire a qualsiasi titolo questo prezioso materiale d’archivio.  Forse sarà un desiderio autolesionista. Non è accettabile vedere privilegiati i soliti “raccomandati”: quelli a cui il presidente per consentirgli di transitare davanti alle tribune, gli abbia detto: “mettev  na’ cos gap i pighiaml p’fess” (mettetevi una cosa in testa e prendiamoli in giro).

E’ evidente che i sostenitori in questa iniziativa mossa dalla fondazione ci sono sempre, anche coloro che sono incaricati di fornire il “service” per la stessa. Pensavo che colleghi “FOTOGRAFI” avessero scelto una linea di giusta contestazione e invece come in altre analoghe occasioni, alla fine, si sono tirati indietro e hanno accettato le condizioni capestro imposte dalla Fondazione pur di riuscire a fare il loro lavoro (di questi tempi…).

Ad inizio sfilata, sono  stato allontanato dai Carabinieri, vi racconto come è andata.

I Carabinieri sono stati di una cortesia unica. Ero intento a fotografare all’altezza del teatro comunale la carovana delle fiat 500, quando all’improvviso vedo il “Presidente” Laera avvicinarsi a un brigadiere dell’Arma additandomi. Presumo gli abbia chiesto: “quell’elemento - rivolto a me- deve sparire dal percorso; gli dica di andarsi a posizionare nell’area prevista per loro”. E con il sorrisino e mezzo vestito da monaco di clausura si è allontanato. Il militare che conosco da oltre vent’anni, con educazione mi ha spiegato la situazione pregandomi di allontanarmi, onde evitare di incorrere in un allontanamento forzato. Così ho deciso di spostarmi  50 metri più avanti, nei pressi della bottega della farinella. Anche qui però, si presenta un operatrice di protezione civile, la quale mi ribadisce che per ordini precisi,  nessun fotografo, giornalista o operatore tv, deve stare in questo tratto di percorso. Con gentilezza lei e il suo presidente m’invitano nuovamente a sloggiare onde evitare “cazziatoni”. GRAZIE “PRESIDENTE”

Limitazione al diritto di cronaca?

Posso dire solo una cosa: a Bari quando è venuto il PRESIDENTE PUTIN, IL PRESIDENTE NAPOLITANO, IL PRESIDENTE BERLUSCONI, L’ATTUALE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO RENZI e altri importantissimi personaggi,  non abbiamo mai avuto delle ristrettezze del genere, neppure l’abito delle grandi occasioni con cravatta, camicia e scarpe di vernice nero.

Siamo stati regolarmente accreditati e al momento   della visita e del giro istituzionale e a seguire in conferenza stampa non ci è stato mai posto alcun vincolo. Ognuno di noi operatori professionisti, fotografi e giornalisti,  ha scelto la posizione che ha ritenuto più utile e opportuna per effettuare foto e servizi giornalistici.

In questo caso specifico invece, stiamo parlando di CARNEVALE: perché tutto questo rabbioso accanimento? Eppoi mi chiedo: perché il signor PRESIDENTE convoca conferenze stampa ad hoc chiedendo la presenza dei Giornalisti,Tv e fotografi per fare comunicazione, quegli stessi giornalisti  che poi dimostra di “non digerire”? Perché ci ha vietato di entrare nei capannoni terrorizzando i maestri cartapestai impedendogli di farci entrare? Per motivi di sicurezza? Hhahahaha non mi faccia ridere, la sicurezza lì dentro… tutti senza elmetto, scarpe, occhiali, guanti e cinghie (guardate le foto pubblicate da loro stessi si FB) e vogliamo parlare di cene dove c’erano presenti persone estranee e anche lei Presidente senza elmetto.

Allora perché i fotografi e i visitatori mandati dalla Fondazione entrati non si sono adeguati alle misure di sicurezza? Oppure voleva imporre solo le loro foto?  Presidente Lei il Carnevale non lo conosce, qui è un “ospite e forestiero” a Putignano e i coriandoli forse non sa che sono fatti di carta, che la colla si fa con la farina e che i carri non vengono trainati da “BUOI” come ci vuol far credere, la sua conduzione da “Presidente” sarà ricordata nel tempo, ma nel tempo, per tanto fa bene a dimettersi (cosa giusta già da lei ha preannunciato alla stampa) e a non recare altri danni a questo martoriato “Carnevalmorto” è sicuro che io Tonio Coladonato continuerò a fare immagini e documentazione sul Carnevale inviando ad agenzie e redazioni, mostrando ovunque il saper fare dei nostri bravi maestri cartapestai e artigiani, quello che lei ci ha impedito di fare.

Concludendo mi chiedo: se in tutti questi anni c’era stata questa limitazione come quella imposta da Lei quali fotografie avremmo avuto negli archivi storici, quali mostre fotografiche si sarebbero potute realizzare? Lei ci ha penalizzati è ha commesso una grossa scorrettezza nei confronti degli operatori dell’informazione e dell’immagine, il fotografo, l’operatore tv e il giornalista non si possono legare alla “catena”. Le do un consiglio: continui a fare il Maestro e non impari ai bambini due  dei sette vizi capitali, la Superbia e l’Ira!!!  

Tonio Coladonato