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Aziende in crisi: anche la CAP in difficoltà?

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Attualità

Le voci si rincorrono in fretta: dipendenti senza stipendio da mesi, debiti, presidente e consiglieri dimissionari, produzione dimezzata

CAP_PutignanoPutignano Ba – Il futuro della CAP la gloriosa Cooperativa Allevatori Putignano fondata dal compianto Cav. Giovanni Laera, un tempo fiore all’occhiello del settore lattiero-caseario, stando alle ultime indiscrezioni trapelate, appare piuttosto incerto.

Dopo la misteriosa vicenda di qualche mese fa dell’arresto del consulente esterno della CAP, Carmelo Quattrone, coinvolto in una vicenda giudiziaria con una cosca della n’drangheta calabrese, la cooperativa torna sotto i riflettori per via di alcune fibrillazioni finanziarie.

Il segnale più importante è arrivato con la notizia delle recenti dimissioni del Presidente Vito Campanella, che aveva preso il posto di Donato Costa all’incirca un anno fa, e con lui di altri due consiglieri. Un consiglio d’amministrazione che aveva il compito di traghettare l’azienda verso la ripresa. Ora i sette consiglieri rimasti si accingono a nuove elezioni che si dice potrebbero aprire l’ingresso ad altre due società esterne interessate probabilmente ad acquisire il marchio CAP.

Ovviamente gli organi ufficiali mantengono il più stretto riserbo sulla faccenda ma, il numero di lavoratori ridotto all’osso e con 7-8 mesi di stipendio arretrato e lo stato di preoccupazione dei soci allevatori  a credito, non hanno tardato a far circolare voci poco confortanti.

Secondo i bene informati infatti sembra che la CAP abbia maturato circa 5milioni di debiti, di cui quasi la metà nei confronti dei soci conferitori che hanno dimezzato la fornitura del latte. Situazione che ha dunque portato ad un taglio drastico della produzione, proprio in una fase in cui si era invece programmata una produttività maggiore proprio per risollevare le sorti dell’azienda.

Nel contempo sono in corso accordi per regolarizzare i pagamenti arretrati verso gli allevatori e il consiglio d’amministrazione tornerà a breve a votare per poter deliberare se e come dipanare la matassa e mettere in salvo la storica azienda.