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Randagismo: sopprimere i cani. Polemiche a livello nazionale per le dichiarazioni del Sindaco
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Randagismo: sopprimere i cani. Polemiche a livello nazionale per le dichiarazioni del Sindaco

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Attualità

La Presidente della Lega Nazionale del Cane Piera Rosati replica alle dichiarazioni del Sindaco di Putignano. Sollevazione degli animalisti su Facebook e articoli sulle principali testate di settore

L'ufficio legale dell'Enpa ha chiesto al Sindaco di Putignano (Bari) di rettificare, alla luce di quanto previsto dalla normativa sulla tutela degli animali, le dichiarazioni rese nei giorni scorsi in occasione dell'assemblea generale dell'Associazione Provinciale Allevatori (Apa).

Sindaco_De_Miccolis_2_lowPutignano Ba  - “Italia terzo mondo. A Putignano il sindaco De Miccolis propone l’eutanasia per risolvere il problema del randagismo”. Così titola la testata Torinese “Articolotre”, contenente la replica di Piera Rosati, Presidente della Lega Nazonale per la Difesa del Cane

Il tutto è scaturito da una dichiarazione del Sindaco di Putignano, Avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis, nel corso di un incontro pubblico dell’Associazione Provinciale Allevatori, con la quale ha affermato che per risolvere il problema del randagismo sarebbe propenso ad adottare il metodo previsto in  Germania, dove i randagi vengono abbattuti se non trovano adozione entro sei mesi.

Riportiamo di seguito uno stralcio dell’articolo pubblicato da “articolotre.com”, contenente l’intervento di Piera Rosati.

“Il Sindaco propone l’eutanasia come soluzione al randagismo. Questo non in Africa ma a Putignano, in provincia di Bari.

 “Non si uccide per denaro” – ribatte La lega Nazionale per la Difesa del Cane – “Lo proibiscono l’etica e la legge italiana che vieta la soppressione immotivata degli animali d’affezione. Il randagismo si combatte in primo luogo con la sterilizzazione”.

La recente dichiarazione del Sindaco di Putignano, Gianvincenzo Angelini De Miccolis, che ha asserito in un’assemblea pubblica (quella dell’Associazione Provinciale Allevatori) di essere favorevole alla “soluzione” Germania, Paese dove i randagi che non trovano adozione entro sei mesi vengono soppressi, ha destato lo sconcerto e l’indignazione della Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Uno sconcerto e un’indignazione aumentati dal fatto che, secondo questo Sindaco, abbattere i randagi sarebbe da un lato “un’espressione di civiltà” e dall’altro rappresenterebbe un ingente risparmio economico.

Lega_Nazionale_Difesa_del_Cane“Quelle addotte da Sindaco di Putignano sono motivazioni assurde oltre che dettate da una profonda insensibilità. Per prima cosa il grado di civiltà di un Paese non si misura sicuramente sulla decisione di uccidere senza ragione degli animali innocenti. Anzi, se mai è il contrario- osserva Piera Rosati, presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. – Ma non è tutto. Ricordiamo al primo cittadina di Putignano che la normativa vigente (legge 281/91 e successive modifiche) non soltanto vieta l’eutanasia ma stabilisce che tocca a enti e amministrazioni locali (Regioni, Comuni, Asl) la gestione del randagismo provvedendo alle sterilizzazioni, unico metodo efficace per arginare questa piaga. Ed è loro dovere far rispettare i diritti e il benessere degli animali vaganti sul territorio di loro competenza. Solo così si può risolvere tale piaga, non con l’abbattimento controllato.”.

Inoltre L'ufficio legale dell'Enpa ha chiesto al Sindaco di Putignano (Bari) di rettificare, alla luce di quanto previsto dalla normativa sulla tutela degli animali, le dichiarazioni rese nei giorni scorsi

"In quella circostanza il primo cittadino della città barese si era detto favorevole all'abbattimento dei randagi che, dopo una permanenza di sei mesi nei canili, non fossero stati adottati.

La posizione del sindaco di Putignano, osserva l'Ente Nazionale Protezione Animali, oltre ad essere del tutto fuori dalla realtà – la normativa italiana, la 281/1991, e la giurisprudenza del nostro Paese non ammettono in alcun modo la possibilità di sopprimere gli animali ospitati nelle strutture d'accoglienza; cosa che rappresenterebbe invece un reato – risulta anche contraddittoria.

«E' quanto meno singolare che il primo cittadino da un lato si sia adoperato per adempiere agli obblighi previsti proprio dalla 281/1991, dall'altro si sia detto favorevole all'uccisione degli animali come soluzione al randagismo – commenta l'Enpa -. Su questa materia invitiamo il sindaco a consultare i documenti prodotti da autorevoli istituzioni internazionali che hanno più volte ribadito come l'abbattimento degli animali sia del tutto inutile a risolvere il "problema".»

La Protezione Animali auspica che le dichiarazioni rese dal primo cittadino siano il frutto di un malinteso e che, proprio per questo, egli rettifichi le sue esternazioni, tornando - come si addice ad un amministratore pubblico - nel solco della legalità.".-   (http://www.enpa.it/it/)

Sconcerto, indignazione e proteste anche dal popolo di Facebook che si è espresso con svariate decine di commenti al vetriolo a margine degli articoli giornalistici che hanno descritto questa vicenda.