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Raccolta firme per il referendum contro la riforma delle pensioni
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Raccolta firme per il referendum contro la riforma delle pensioni

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Attualità

A Putignano, mercoledì, sabato e domenica in Piazza XX Settembre e tutti i giorni presso l'ufficio elettorale del Municipio Referendum

I partiti IDV, PRC e SEL partecipano alla raccolta firme su i seguenti quesiti referendiari:
- abrogazione dell'articolo 8 per difendere il contatto nazionale di lavoro; - ripristino dell'articolo 18 dello statuto di lavoratori; - eliminare la diaria dei parlamentari; - eliminare  il finanziamento pubblico ai partiti. Il PRC, inoltre, raccoglie le firme anche per- abrogare la controriforma delle pensioni Fornero-Monti.



Le firme si raccolgono presso i banchetti posti su piazza XX Settembre nelle mattinate del mercoledì, sabato e domenica (sabato e domenica anche in serata) e tutti i giorni presso l'ufficio elettorale del Municipio di Putignano.

Testo integrale del manifesto

 IN PENSIONE A 70 ANNI? NO GRAZIE!

 La “riforma” delle pensioni di Monti e Fornero allunga di sei anni e più il tempo di lavoro, ed ha gettato nella disperazione centinaia di migliaia di persone, la cui prospettiva di vita è stata messa radicalmente in discussione dopo anni ed anni di duro lavoro.

Le prime vittime sono le lavoratrici e i lavoratori “esodati”, ma le conseguenze saranno deva­stanti per tutte e tutti:

la maggioranza delle lavoratrici e lavoratori oggi vicini ai 60 anni, dopo trentacinque e più anni di lavoro, non ce la fa fisicamente a continuare a lavorare fino a 67 / 70 anni.

chi è espulso dai posti di lavoro a causa della crisi e per le ristrutturazioni, ora che la pen­sione è diventata irraggiungibile, e la mobilità ridotta a una anno, non saprà letteralmente come vivere.

le ragazze e i ragazzi saranno più a lungo disoccupati o inoccupati perché il permanere for­zatamente sul lavoro dei più anziani, sarà una barriera insormontabile per l’ingresso delle nuove generazioni in un paese in cui la disoccupazione giovanile è già al 35%.

le donne sono colpite nuovamente: perché la possibilità di andare in pensione con un’età più bassa, rappresentava il riconoscimento del doppio lavoro che si scarica su di loro, in un paese in cui oltre il 70% del lavoro domestico e di cura, grava ancora sulle loro spalle. Invece di rimettere in discussione l’organizzazione sessista della società e potenziare il welfare, alle penalizzazioni che le donne subiscono nell’accesso al lavoro, nelle retribuzioni, nella precarietà dei contratti, ora si aggiunge un’altra ingiustizia.

NON E’ VERO CHE LA RIFORMA ERA INDISPENSABILE PERCHE’ L’INPS ERA VICINO ALLA BANCAROTTA E LE PENSIONI GRAVAVANO TROPPO SUL BILANCIO DELLO STATO!

Al contrario il nostro sistema pensionistico era in equilibrio finanziario fino e oltre il 2060: lo provano sia gli studi del Ministero del Lavoro, che degli organismi europei. Persino Monti lo dichia­rò nel proprio discorso di insediamento!

La “ controriforma” è stata voluta per fare “cassa subito” scippando i contributi versati per le pensioni e destinandoli a ripianare il bilancio dello Stato, il cui debito non è dipeso dalla spesa pensionisitica, ma dalla speculazione finanziaria, dal buco nero dell’evasione, da anni di politiche economiche sbagliate.

E l’obiettivo in prospettiva è quello di smantellare il sistema pubblico a favore dei fondi pri­vati: incrementando così i processi di privatizzazione e speculazione finanziaria, che sono causa della crisi.

Contro una riforma ingiusta e misogina che si accanisce contro i più deboli, la parola va re­stituita alle donne a agli uomini, che questo paese abitano, vivono e fanno progredire.

RIPRENDIAMOCI IL FUTURO, ABROGHIAMO LA CONTRORIFORMA DELLE PENSIONI