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Cisl e pensionati s’incontrano a Putignano contro l’iniquità della manovra
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Cisl e pensionati s’incontrano a Putignano contro l’iniquità della manovra

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Attualità

Prorompente intervento del Segretario CISL Bari Franco Filieri con dati su costi della politica, evasione fiscale, risorse regionali e welfare. “la manovra incide per il 65% sulle tasse” 

Incontro_CISL_FNP_copyPutignano (Ba) - La mobilitazione sindacale contro l’iniquità della manovra Monti ha fatto sentire i suoi effetti anche a Putignano. Martedì 13 dicembre infatti si è svolto alle 16 un incontro organizzato dalla CISL e la Federazione Nazionale Pensionati, nel salone della Parrocchia di San Filippo Neri di Putignano, per esaminare le varie situazioni sociali, fiscali, e sanitari che investono le comunità del Sud est barese.

Dopo l’apertura del segretario USC CISL Putignano Massimo Nardelli e i saluti del sindaco di Putignano avv. Gianvincenzo Angelini De Miccolis si sono susseguiti gli interventi del segretario Generale della FNP CISL di Bari, Franco Filieri e di  Giuseppe Nanula in sostituzione di  Enzo Di Pace, segretario dell’Ust-Cisl di Bari.

Prorompente è stato l’intervento del Segretario Generale Franco Filieri: “L’iniquità della manovra proposta dal Governo impone il più urgente rilancio della contrattazione territoriale, a tutti i livelli di responsabilità, con l’obiettivo inderogabile di ridurre il peso della crisi sui pensionati. Serve aprire subito tavoli di trattative con gli enti locali per affrontare i livelli di efficienza ed i costi dei servizi nei comuni, iniziando da quelli sociali e sanitari, in modo da definire saggiamente i nuovi modelli di costruzione dei bilanci. I nati negli anni 51 e 52 saranno quelli che subiranno maggiormente gli effetti negativi della manovra sulle pensioni. Abbiamo un debito pubblico enorme di  19000 miliardi di euro a fronte del quale attualmente riusciamo a pagare solo gli interessi passivi.

Filieri ha aggiunto che già a luglio e agosto Berlusconi aveva già prodotto due manovre finanziarie, praticamente a carico di dipendenti e pensionati e anche la nuova manovra incide per il 65% sulle tasse, evidenziando la necessità di insistere semmai sui tagli ai costi della politica.

Tagli ai costi della politica: solo in Italia ci sono ben 945 deputati. In nessuna altro stato sono così numerosi e onerosi. 1 milione e 300 mila persone vivono di politica. Tanti sono oggi gli italiani che vivono, direttamente o  indirettamente, di politica: ministri, parlamentari, assessori, consulenti,
membri delle municipalizzate. Un esercito che costa circa 24 miliardi di euro l'anno.

Patrimoniale: il 50% del patrimonio immobiliare è nelle mani del 10% della popolazione. Il restante 50% degli immobili è spalmato sul restante 90%. Quindi ben venga la patrimoniale.

Evasione fiscale: Nell’anno 2009, su oltre 41milioni di italiani, 14.500 non dichiara nulla al fisco. Si evade per oltre 120 miliardi di euro all’anno e si contano 253,754 miliardi di euro di erosione fiscale determinata da detrazioni, deduzioni e regimi sostitutivi, ma "anche dal riferimento a rendite catastali dei fabbricati e dei terreni non aggiornate e molto inferiori ai valori effettivi. Il 46% del reddito dichiarato proviene dai lavoratori dipendenti.

Fondi e risorse Regionali: Sono stati spesi solo il 10% dei fondi regionali disponibili. I fondi Fas per le infrastrutture nel Mezzogiorno sono stati utilizzati per pagare le multe delle quote latte. La Regione  ha speso 10milioni in consulenze esterne”.

Servizi Sociali: sulla questione Filieri ha sollevato il problema dell’inadeguatezza dei servizi sociali. “I Piani di Zona  non sono utilizzati correttamente. L’assistenza domiciliare integrata raggiunge attualmente solo lo 0,9% dei soggetti bisognosi. Al nord, la percentuale minima e del 7-8%. La gente non sa cos’è il PUA (Porta Unica di Accesso ai servizi sociali), e le risorse disponibili non vengono neanche spese per intero. E’ necessario istituire l’osservatorio dei bisogni per capire esattamente di che cosa le fasce più deboli della popolazione hanno bisogno. Bisogna fare le residenze socio-sanitarie assistenziali, altrimenti continueranno i ricoveri  cosiddetti impropri, che costano moltissimo al Servizio Sanitario Nazionale e occupano posti di ospedale che servono agli ammalati.  In Puglia su una popolazione di 4milioni 76mila abitanti, 212mila sono disabili. Circa il 6%.  L’80% non è adeguatamente assistita e il 70% non se ne avvale.”