Sono circa 400 tra ricercatori, esperti e rappresentanti istituzionali, provenienti da ogni parte del mondo, i partecipanti alla quinta Conferenza europea dedicata alla Xylella fastidiosa, promossa dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e in corso fino al 25 giugno a Mola di Bari. Al centro del confronto, i più recenti risultati della ricerca e le strategie future per il contrasto al patogeno

decaro presidente regione pugliaSono circa 400 tra ricercatori, esperti e rappresentanti istituzionali, provenienti da ogni parte del mondo, i partecipanti alla quinta Conferenza europea dedicata alla xylella fastidiosa promossa dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in corso fino al prossimo 25 giugno a Mola di Bari.

 Al centro dei vari panel, il confronto sui più recenti risultati della ricerca e sulle strategie future per il contrasto al patogeno. Dopo la scoperta del primo focolaio oltre un decennio fa, la Regione Puglia, attraverso l'Osservatorio fitosanitario regionale ha sviluppato "una delle più estese attività di monitoraggio fitosanitario realizzate in Europa - spiega la Regione - . Ogni anno vengono effettuati circa 120mila campionamenti su oltre 1,5 milioni di piante, generando un patrimonio unico di informazioni scientifiche". Durante i primi tavoli di lavoro, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha incontrato il direttore esecutivo di Efsa Nikolaus Kriz "Accogliere in Puglia la più importante conferenza europea dedicata alla xylella rappresenta - ha spiegato il governatore - un riconoscimento significativo del lavoro svolto in questi anni. La Puglia è stata la prima regione europea a vivere il dramma di un batterio che ha colpito milioni di ulivi. Abbiamo scelto di reagire investendo nella conoscenza, nel monitoraggio, nella prevenzione e nella ricerca, mettendo in campo risorse, competenze e capitale umano".

"Organizzare questa conferenza in Puglia, la regione in cui xylella fastidiosa ha attecchito per la prima volta in Europa, ha un significato profondo. Il percorso - ha riferito Kriz- non è stato semplice: gestire una crisi di questa portata non è mai agevole. Tuttavia, l'impegno scientifico dimostrato qui e la cooperazione tra ricercatori, istituzioni e comunità agricole hanno prodotto conoscenze di cui ha beneficiato l'intera Europa".