Ancora un episodio di cattiva gestione del servizio ferroviario in Puglia. Un treno delle Ferrovie del Sud Est in viaggio sulla tratta Bari-Putignano si è fermato all'altezza di Valenzano a causa di un guasto. Secondo i passeggeri, la compagnia non ha fornito alcuna assistenza, abbandonando di fatto i viaggiatori sul treno fermo per ore

stazione fse valenzanoBARI – Tardo Pomeriggio di ordinaria follia per il trasporto pubblico locale in Puglia. Quella che doveva essere una normale tratta pendolare si è trasformata, nella serata di giovedì 14 maggio, nell'ennesimo capitolo di una gestione ferroviaria lacunosa. Un disservizio cronico che, questa volta, chi scrive ha vissuto in prima persona.

Il convoglio delle Ferrovie del Sud Est (FSE), partito da Bari Centrale alle 18:24 e diretto a Putignano, ha interrotto bruscamente la corsa a Valenzano per un guasto tecnico, scaricando sulle banchine centinaia di passeggeri. Ciò che è accaduto dopo supera il danno meccanico ed entra nel perimetro del totale deficit assistenziale, tra rimpalli di responsabilità e disinformazione.

Inizialmente il capotreno ha promesso l'arrivo di autobus sostitutivi, senza specificare dove o quando. Dopo 40 minuti di attesa, ammucchiati davanti alla stazione, lo stesso ha ritrattato tutto: nessun pullman disponibile. Passati altri venti minuti, le forze dell'ordine giunte sul posto hanno dichiarato che da Bari erano in partenza tre autobus, ma senza certezze sui tempi. Nel frattempo, il capostazione continuava a smentire. Un cortocircuito logorante il cui unico obiettivo appariva chiaro: esasperare i presenti per spronarli a risolvere il problema autonomamente.

Nella confusione ho potuto chiamare un'auto privata. Ma dietro di me la scena era desolante: una folla di anziani, lavoratori e turisti stranieri è rimasta bloccata lì, senza risposte.

Le bugie istituzionali hanno colpito duro soprattutto i ragazzi. Una studentessa universitaria presente ha descritto così l'isolamento:
"Siamo stati lasciati prima in treno e poi in strada, nel silenzio totale. Per me, studentessa pendolare con genitori che lavorano, il trasporto pubblico è l'unica soluzione per frequentare le lezioni. Se non ci fossero stati passaggi privati, saremmo rimasti lì fino a notte fonda. La mancanza di manutenzione e di navette d'emergenza è inconcepibile".

L'episodio si inserisce in un contesto di cronici disservizi sulla Bari-Putignano. Mentre le istituzioni puntano su turismo e transizione ecologica, la realtà nega i diritti minimi a studenti, anziani e visitatori. Davanti a questo scenario, è doveroso porre ai vertici delle aziende e alla Regione quesiti precisi:
• È accettabile che una meta turistica internazionale abbandoni centinaia di persone in una stazione di provincia, affidandole alla benevolenza di passaggi privati?
• Con quale coraggio si invita a preferire i mezzi pubblici all'auto, se l'unica certezza è non sapere se e quando si arriverà a destinazione?
• Fino a quando i pendolari dovranno pagare biglietti e abbonamenti per ricevere in cambio solo silenzio istituzionale?

La sensazione è che si viaggi su due binari paralleli: da un lato la Puglia dei grandi annunci e del marketing; dall'altro quella reale dei pendolari, costretti a sperare nella fortuna per tornare a casa.