I finanzieri di Lecce hanno eseguito le misure cautelari disposte dal gip Maria Francesca Mariano. L’inchiesta del pm Alessandro Prontera ha ricostruito un sistema di esternalizzazione fittizia dei costi e pagamenti senza giustificazione commerciale.

procura lecceEseguiti questa mattina dai finanzieri di Lecce gli arresti domiciliari disposti dalla gip Maria Francesca Mariano nei confronti dell'imprenditore brindisino Michele Schettino e del suo presunto complice.

Il barese Giovanni Vurro, interdizione dell’attività di impresa per Luigi Lucca, 66enne di Mola, e Francesco De Marco, bolognese di 54 anni, tutti indagati per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale perpetrata a danno di una società operante nel settore dell’assistenza  residenziale per anziani e disabili, con sede in provincia di Lecce e dichiarata fallita nel 2021. Nel registro della procura di Lecce con la stessa ipotesi di reato anche Alberto Cazzetta, Pierluca Di Cagno, Maurizio Pappadopoli, Gregorio Pellicano, Antonio Vetracca.
Le indagini hanno scoperto una rete societaria articolata su diverse persone fisiche (appositamente individuate quali prestanomi) e giuridiche (società costituite
ad hoc), realizzata al fine di depauperare il patrimonio della fallita.
Le condotte di bancarotta fraudolenta, realizzate mediante l’esternalizzazione dei costi del personale, il pagamento di fatture per operazioni inesistenti, la sottrazione di denaro contante dalla cassa societaria ed effettuazione di pagamenti non riconducibili a scopi commerciali, hanno determinato una distrazione di circa 720.000 euro, a fronte di un’esposizione debitoria di
oltre tre milioni di euro nei confronti di Erario, Inps e dipendenti.
Gli indagati, è anche emerso, dopo il fallimento della società, si erano prontamente organizzati con lo scopo di replicare lo stesso meccanismo fraudolento attraverso una cooperativa operante nello stesso settore economico, evidenziando così la volontà di dare continuità alle condotte.
Il pm Alessandro Prontera, riscontrando gravi indizi di colpevolezza nonché il pericolo di reiterazione delle condotte delittuose, ha chiesto alla gip l'applicazione della misura cautelare, disposta oggi a seguito degli interrogatori preventivi tenutisi il 9 aprile 2026.