Niente telefonini, solo bigliettini scritti e appuntamenti in luoghi senza telecamere. Il vicesindaco di Torricella, Michele Franzoso, avrebbe usato il silenzio come scudo. Ma lo scudo si è rotto. L'inchiesta della Procura di Taranto sugli appalti pilotati ha portato alla richiesta di arresto in carcere per lui e altri otto
Si è dimesso il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici del Comune di Torricella, Michele Franzoso, indagato dalla Procura di Taranto per corruzione aggravata, turbativa d’asta e autoriciclaggio in concorso.
Per lui e altre 8 persone la procura ha chiesto il carcere, per altri due indagati i domiciliari, per un altro la sospensione dell’esercizio dal pubblico ufficio. Giovedì dinanzi al gip Giovanni Caroli si terrà l’interrogatorio preventivo di Franzoso. Secondo l’accusa, avrebbe cercato di eludere i controlli, evitando di parlare al telefono, preferendo i 'pizzini' e scegliendo luoghi senza telecamere. Risponde di tre episodi di presunta turbativa d’asta e cinque di presunta corruzione.
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