Mentre la città si lascia alle spalle le celebrazionilegate al carnevale, l'uso massiccio di Bromadiolone nel centro abitato scatena l'emergenza: già colpiti un assiolo e un gatto. La LIPU lancia l'appello al Comune: "Rimuovere le esche prima del ritorno dei Falchi grillai".
Putiganno - Spente ormai da tre settimane le luci della festa, Putignano si ritrova a gestire un’eredità silenziosa e pericolosa che si snoda tra i vicoli del centro abitato. Non parliamo di residui di cartapesta, ma di Bromadiolone: un potente principio attivo anticoagulante utilizzato nelle operazioni di derattizzazione che, proprio in questi giorni di inizio marzo, sta mostrando il suo volto più cruento.
La catena del veleno: le prime vittime
L'allarme, lanciato con fermezza dalla sezione locale della LIPU, non è una semplice rimostranza ambientalista, ma una cronaca di decessi già accertati. Un assiolo rinvenuto in fin di vita per gravi emorragie e un gatto domestico trovato morto sono i primi martiri di una strategia di contenimento che appare priva di precisione chirurgica.
Il veleno, infatti, non si ferma al bersaglio originario (il ratto), ma risale la catena alimentare tramite l'avvelenamento secondario. I predatori naturali, nutrendosi di roditori resi letargici dalla sostanza, accumulano dosi letali di tossine, trasformando i nostri alleati biologici in vittime inconsapevoli.
Emergenza Marzo: il ritorno dei Falchi grillai
Siamo al 9 marzo, un crinale biologico fondamentale. Se l'afflusso di cibo dei mesi scorsi ha attirato i roditori nel centro urbano, il tempismo dell'attuale derattizzazione collide tragicamente con i ritmi della natura:
Migrazioni: In queste ore i cieli di Putignano si apprestano a riaccogliere i Falchi grillai di ritorno dall'Africa.
Nidificazioni: Le coppie di Civette tra San Pietro e San Domenico sono nel pieno della stagione riproduttiva.
Lasciare esche attive e, soprattutto, carcasse non smaltite in questo periodo significa condannare a morte le specie che rendono unico il nostro panorama urbano.
Responsabilità e alternative ecologiche
La protezione della salute pubblica non deve procedere per "terra bruciata". La LIPU suggerisce un cambio di passo immediato:
Metodi Meccanici: Passaggio a trappole che catturano l'animale senza l'uso di chimica.
Monitoraggio Selettivo: Posizionamento basato sulla reale conoscenza del territorio, lontano dalle colonie feline.
Tavolo Tecnico: Un confronto permanente tra l'Amministrazione e le associazioni esperte.
Il richiamo normativo: Ai sensi della Legge 157/92, la fauna selvatica è patrimonio dello Stato. Parallelamente, l'Art. 826 del Codice Civile pone la tutela degli animali del territorio sotto l'egida diretta del Sindaco.