Il paradiso diventa una trappola. La guerra arriva nei cieli di Dubai e centinaia di pugliesi restano imprigionati in albergo, con i boati in sottofondo e la speranza di un volo che tarda ad arrivare. Tra loro, un consigliere comunale con un bambino di 7 mesi: "Non sappiamo quando potremo ripartire".

dubai sotto attaccoSono ore di apprensione per centinaia di pugliesi bloccati a Dubai, nella capitale economica degli Emirati Arabi Uniti, dopo l’escalation militare che ha infiammato l’area del Golfo.

L’attacco all’Iran e la risposta con raid mirati alle basi americane nella regione hanno riacceso una tensione che si è tradotta immediatamente nella chiusura di diversi spazi aerei e nella sospensione dei collegamenti. Esplosioni avvertite a Riad, a Doha, ad Abu Dhabi. A Dubai il fuoco ha raggiunto anche la zona turistica della Palm Jumeirah, dove un hotel è stato colpito e si registrano feriti. Decine i voli cancellati, turisti e imprenditori bloccati negli alberghi, oppure su navi da crociera, dove sono in attesa forzata, ad esempio, Nunzio originario di Ginosa e la sua compagna Ana. Tra i pugliesi anche due consiglieri del Brindisino:  Adriano Zaccaria, di Ostuni, e Cosimo Santacroce di Carovigno. "Viviamo al momento – dice Santacroce – non abbiamo notizie certe. Abbiamo visto in diretta l’impatto. C’è stato un grande momento di tensione, ma già in precedenza avevamo sentito dei boati e visto nuvole di fumo". Contatti solo informali, nessuno con le autorità: "Ci siamo sentiti più volte con il sindaco di Carovigno, Massimo Lanzillotti, che si sta interfacciando con la prefettura per garantirci un rientro in sicurezza». Al momento il volo di ritorno è fissato per domani: «Siamo qui con un bambino di 7 mesi - dice Adriano Zaccaria e la paura è tanta".