Una sola telefonata, un unico canale, niente più rimbalzi tra sportelli. Parte dalla Asl Bari, con Putignano tra i primi, la rivoluzione del Cup unico regionale. Un progetto da 4 milioni che punta a sburocratizzare la sanità e restituire dignità ai pazienti, soprattutto quelli più fragili. La promessa di Decaro diventa realtà: ora si tratta di non tradire le attese.
Bari - Parte dalla Asl Bari – con le prime sperimentazioni già attive anche all’ospedale di Putignano – la rivoluzione del Cup unico regionale, uno dei punti qualificanti del programma del governatore Antonio Decaro fin dalla campagna elettorale.
Il nuovo Centro unico di prenotazione è operativo da pochi giorni e rappresenta il primo tassello di un progetto che punta a cambiare radicalmente l’accesso alle prestazioni sanitarie in Puglia, a partire da uno dei nervi scoperti del sistema: le liste d’attesa.
L’annuncio ufficiale è arrivato in Commissione regionale Sanità, durante l’audizione dell’assessore Donato Pentassuglia. La piattaforma entrerà a regime nell’arco di dodici mesi: conclusa la fase sperimentale, prevista per giugno, il sistema sarà progressivamente esteso alle altre dieci aziende sanitarie pugliesi. L’investimento complessivo ammonta a circa 4 milioni di euro.
L’obiettivo politico e organizzativo è chiaro: superare l’attuale frammentazione dei dieci Cup aziendali, che oggi non dialogano tra loro, per arrivare a un’unica regia regionale. In concreto, il cittadino potrà conoscere disponibilità e tempi di attesa con una sola telefonata o attraverso un unico canale digitale, senza rimbalzi tra sportelli e territori diversi. Un cambio di paradigma che promette una gestione più diretta e trasparente delle prenotazioni, con un’attenzione particolare ai pazienti oncologici, spesso costretti a un estenuante “tour” tra strutture alla ricerca di uno slot libero.
Il progetto, tuttavia, non si limita alla tecnologia. Tra le finalità indicate figurano l’integrazione con i sistemi informativi aziendali, il monitoraggio costante attraverso un cruscotto regionale e la tutela dei pazienti fragili e dei malati rari, con percorsi preferenziali anche nei contesti di emergenza-urgenza. Sullo sfondo, il rafforzamento dei Pdta per le patologie croniche a maggiore impatto epidemiologico, l’appropriatezza prescrittiva e un confronto strutturato con medici di medicina generale e specialisti per ridurre esami inutili e ottimizzare le agende.
La dirigente del Dipartimento Salute, Titti Ladalardo, ha annunciato l’attivazione di una cabina di regia e di un gruppo operativo dedicato, con il compito di garantire un Cup realmente integrato e allineato ai modelli più avanzati. Sul fronte dell’appropriatezza, la direttrice generale pro tempore di Aress, Lucia Bisceglia, ha spiegato che sono in corso analisi per ridisegnare i percorsi più efficaci: i primi dati sono attesi entro poche settimane e serviranno a calibrare correttivi e priorità.
Ampio spazio anche al tema delle malattie rare, inserito all’ordine del giorno in vista della Giornata mondiale del 28 febbraio. Il presidente della Commissione Sanità, Spaccavento, ha indicato tra le priorità l’identificazione tempestiva dei pazienti, la condivisione delle informazioni cliniche e l’attivazione di percorsi integrati, anche attraverso teleassistenza e teleconsulenza. Tra le proposte, l’introduzione di un “codice lilla” per riconoscere immediatamente i malati rari nei pronto soccorso.
La sfida, è stato ribadito in chiusura, è trasformare l’invisibile in curabile. Con il Cup unico regionale, la Puglia prova a passare dalle dichiarazioni di principio a una riforma strutturale del sistema di prenotazione. La partita è politica prima ancora che tecnologica: ridurre le attese, garantire equità di accesso e riportare fiducia in una sanità pubblica messa a dura prova. La sperimentazione partita dalla Asl Bari, con Putignano tra i presidi coinvolti, è il banco di prova di una promessa che ora chiede risultati concreti.
