Le esequie del 47enne, precipitato da un ponteggio nell'Altoforno 2, si sono celebrate nella chiesa di San Filippo Neri. Il vescovo Favale: "Trasformare il dolore in azione per la sicurezza". Un applauso ha accompagnato il feretro.
Putignano - C'erano anche il governatore Antonio Decaro, e Francesco De Carlo e Michele Vinella, sindaci di Alberobello, città di origine, e Putignano dove viveva, ai funerali di Claudio Salamida, l'operaio dell'ex Ilva morto precipitando da un ponteggio all'interno dell'Altoforno 2.
Le esequie del 47nne, che lascia moglie e un bambino di 3 anni, si sono celebrate ieri, 20 gennaio, nella chiesa di San Filippo Neri, a Putignano. Il vescovo, monsignor Favale, ha rivolto un monito a trasformare il dolore in azione, per garantire dignità e sicurezza ai lavoratori. Durante l'omelia, don Maurizio Caldararo ha detto alla moglie di Claudio, Maria Teresa: “Nessuno sa il dolore che hai dentro, e il cruccio di dover dire al bambino che il papà non c’è più, sarà lui a darti la forza di andare avanti. Prenditi il tuo tempo, anche di cantare il dolore e la disperazione, ma poi ritorna a cantare l’amore che hai conosciuto, perché Claudio, amava, ama e amerà sentirti cantare”.
All'uscita dalla chiesa, un applauso ha accompagnato il feretro.