Una visita guidata molto partecipata ha segnato la riapertura di spazi storici rimasti chiusi per anni, restituendoli alla comunità come patrimonio condiviso.

visita convento di san domenicoPutignano - Un pomeriggio all’insegna della riscoperta, della memoria e della partecipazione quello di sabato 10 gennaio 2026, quando la Fondazione Conservatorio Santa Maria degli Angeli ha scelto di riaprire, dopo anni, le porte di luoghi rimasti a lungo sconosciuti o inaccessibili alla comunità.

L’iniziativa ha rappresentato molto più di una semplice visita guidata: è stata un vero e proprio viaggio nella storia del monastero e del conservatorio, pensato per restituire alla cittadinanza uno spazio di grande valore culturale, storico e architettonico, troppo a lungo rimasto chiuso.

Una scelta fortemente voluta dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, composto dal presidente Giovanni Campanella e dai consiglieri Angela Bianco, Pasquale Giotta e Angela Plantamura, che hanno creduto nella necessità di riaprire questi luoghi e renderli nuovamente patrimonio condiviso della comunità. Fondamentale il contributo dei professionisti che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione: il dottor Egisto Scalini ha accompagnato il pubblico in un’approfondita ricostruzione storica del monastero e del conservatorio, mentre la dottoressa Elisabetta Bruno ha illustrato il prezioso patrimonio artistico custodito all’interno della struttura, soffermandosi su pergamene, quadri e tele.

Particolare interesse ha suscitato anche l’intervento di Alessandro Laterza, studente di Storia all’Università di Torino, che ha presentato i testi storici appartenenti al fondo del conservatorio, mettendo in luce l’importanza documentaria del patrimonio librario. A completare il percorso, l’architetto Imma Fasano ha guidato i presenti alla scoperta degli aspetti architettonici dell’intera struttura, evidenziandone caratteristiche, trasformazioni e valore storico-artistico. L’affluenza è stata straordinaria e in parte inaspettata, segno del forte desiderio della comunità di conoscere e riappropriarsi dei propri luoghi e della propria storia. Con questo evento, la Fondazione Conservatorio Santa Maria degli Angeli ha lanciato un messaggio chiaro: aprire le porte del passato significa creare nuove occasioni di incontro, conoscenza e condivisione, avviando un percorso di valorizzazione consapevole del patrimonio culturale.