L’appello del Gruppo Lipu Putignano. Uno studio tedesco rivela: per gli uccelli selvatici è spesso una condanna a morte. E non solo: anche inquinamento da polveri sottili e sostanze tossiche.
Putignano - "A cosa servono i botti di Capodanno?" Se lo chiede, con dati alla mano, il Gruppo Lipu di Putignano. È domanda che nel ventunesimo secolo dovremmo porci.
Ad oggi le vittime accertate non sono poche: oltre ai casi di ferimento più o meno gravi degli utilizzatori, abbiamo tante vittime invisibili perché si tratta principalmente di animali selvatici.
Uno studio del 2019 condotto in Germania ha dimostrato che nei grandi rapaci come gli avvoltoi, l’esplosione dei botti e di fuochi pirotecnici causa un aumento della frequenza cardiaca da 50 bpm (battiti per minuto) a ben 170 bpm. Per i piccoli passeriformi, come pettirossi, codirossi spazzacamino, capinere, fringuelli, si tratta di una condanna a morte. Questo perché queste specie hanno già pulsazioni cardiache più veloci per le loro piccole dimensioni (per esempio, un passero a riposo ha 350 bpm). Tutto questo mentre sono intenti a sopravvivere alle difficoltà dell’inverno. Lo studio ha dimostrato che 9 animali su 10 sono sotto effetto del panico, con un aumento del livello dell’ormone dello stress, perdita di orientamento, che li porta a sbattere contro ostacoli e a ferirsi facilmente. Sempre per lo stesso studio, i decessi documentati di animali selvatici sono stati ben 5000: che non sono pochi, soprattutto in tempi di perdita di biodiversità causati dai cambiamenti climatici, dalla perdita di habitat e dal consumo di suolo. Un altro studio dello stesso anno ha dimostrato che gli animali di uno zoo tedesco, dopo spettacoli pirotecnici, erano più nervosi, irrequieti o si nascondevano negli spazi più interni. Uno spettacolo pirotecnico presso il lago di Costanza in Germania causò nel 2010 l’involo in contemporanea di ben 4000 uccelli selvatici con il ferimento e il decesso di alcuni di loro. A Valencia in Spagna, gli spettacoli pirotecnici avvenuti per lungo periodo fra aprile e maggio, hanno ridotto il successo riproduttivo del passero comune negli anni successivi.
I problemi, inoltre, riguardano anche gli animali domestici: in Nuova Zelanda i proprietari di animali da compagnia hanno riferito che il 75% degli animali, dai cavalli ai piccoli mammiferi, tendevano a correre via dopo lo scoppio di fuochi d’artificio, documentando rotture dei recinti o lesioni per gli animali stessi.
I fuochi d’artificio però, non sono solo causa di ferimenti e morte per molti animali. Sono una fonte di inquinamento poco nota: lo scoppio di botti e di fuochi d’artificio generano polveri sottili, dannose se inalate. Si tratta dei famosi PM 10 e PM 2,5, che con basse temperature o nebbia, tendono a persistere per molto tempo nei luoghi successivi alla detonazione, peggiorando la qualità dell’aria attorno. Si tratta di microparticolato tossico: Christina Hickey nel 2010 in “Toxicity of particles emitted by firewoks” ha dimostrato gli effetti avversi degli inquinanti prodotti dall’esplosione di fuochi pirotecnici sulle cellule del tessuto polmonare. Fra le sostanze prodotte abbiamo i perclorati, tossici, che hanno effetti negativi sul sistema endocrino.
Abbiamo dunque necessità dei fuochi oggi? Visti i contro, certamente no.
Ci auguriamo che d’ora in poi, vengano vietati a Putignano e sostituiti con festeggiamenti più intelligenti, più in linea con i tempi e molto meno dannosi.
Gruppo Lipu Putignano