Il libro edito da Adda Editore, che ripercorre la vita del senologo-chirurgo, Schittulli. Un evento ben più che letterario, che ha toccato le tappe più significative della vita e della carriera del presidente nazionale della LILT, la Lega italiana per la Lotta contro i Tumori

prof schittulli presentazione a putignanoPutignano - Lunedì 15 Dicembre presso la sala consiliare comunale, alla presenza del Sindaco Ing. Michele Vinella e dell’Assessore Mariano T. Intini,  il Prof. Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt), ha presentato il suo ultimo libro “Una vita per vincere il cancro”, edito da Adda Editore.

Nel titolo una missione a cui il professore ha dedicato la sua intera carriera, e che lo scrittore e giornalista Danilo Quinto ripercorre in un dialogo/intervista.

Hanno aperto l’incontro i saluti istituzionali del Sindaco che, rimarcando l’importanza del suo ruolo e dell’impegno nella tutela della salute pubblica, con un atto di gentilezza e di sentimento condiviso, ha voluto omaggiare il professore (Senologo - Chirurgo Oncologo) con un riconoscimento alla vita dedicata alla causa della salute. “Un esempio di dedizione e di servizio per il bene comune”.
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L’Assessore Mariano Intini, ha poi osservato come l’ambiente in cui viviamo possa avere una influenza sullo sviluppo delle malattie, e quanto sia importante prendersene cura.

L’incontro é stato moderato dalla bravissima Maria Liuzzi, giornalista professionista, redattrice e conduttrice del TG Norba. Un dialogo, trasformatosi in un racconto pubblico che ha ripercorso le tappe e le scelte determinanti per la carriera del presidente nazionale LILT: dalla formazione al liceo Scacchi di Bari, all’ingresso casuale alla facoltà di Medicina e Chirurgia (il papà Angelo Schittulli, esponenente della corrente morotea della Democrazia Cristiana, lo avrebbe orientato agli studi in ingegneria), al rapporto stretto col maestro e amico professor Umberto Veronesi, con cui ha condiviso impegno e visione verso la medicina del futuro: la prevenzione.

Sì, perché il cancro, oggi, a seguito di studi e ricerca avanzata, non é più una malattia temibile, fatti salvi alcuni tipi di tumori ad insorgenza improvvisa, ma guaribile attraverso programmi di prevenzione che andrebbero rispettati; questo dichiara il professore, che con tenacia e convinzione porta ancora avanti la sua lotta alla malattia oncologica. Tra le forme di prevenzione primaria (azioni dipendenti dalla volontà della persona) cita: la corretta alimentazione (facendo riferimento all’olio di oliva), la corretta attività sportiva e l’astensione dal fumo, capisaldi dell’orientamento alla cultura della salute, che dovrebbero essere divulgati attivamente nelle scuole.

“La prevenzione é cura”, questo é quindi il messaggio chiaro e universale che il professore ci porta, puntando l’attenzione alla prevenzione secondaria, ovvero alla diagnosi precoce, come medicina del futuro. Grazie  alle nuove tecnologie di AI, sapremo giungere a diagnosi predittive ed anticipare i sintomi." Il monito che il professore rivolge al sistema sanitario nazionale, é quello di slegarsi dalla politica diventando un sistema unico ed equamente accessibile da nord a sud, abolendo le differenze tra regioni, capace di orientare gli investimenti verso la salute piuttosto che verso la malattia, riconvertendo vecchi ospedali in ambulatori di screening periodici, e favorendo una giustizia socio sanitaria trasversale.

Le origini “umili” che il professore non manca di ricordare, lo animano nell’ascolto autentico e attivo verso tutte e tutti. Alla fragilità del malato, che si riflette sulla fragilità di chi invece, non sa accoglierlo con parole giuste, di verità, forza e speranza.

“Amerai il prossimo tuo come te stesso”, “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, questi sono i comandamenti che il professore cita e a cui si é ispirato e si ispira, nella sua vita laica, professionale e politica.

A questo proposito, e alla riflessione sul tema di confronto sulla Fede, interviene anche l’Arciprete don Peppe Recchia, che ci invita in questo tempo di avvento, ad un cammino di speranza ispirato alla gioia, individuando nell’anedonìa (incapacità di provare piacere, soddisfazione e interesse), il seme della malattia. Ovvero quella mancanza di spinta e senso nella vita, che ci deprime e ci espone a condizioni di patologia nell’anima e nel corpo. L’Arciprete non manca di ricordare l’encomiabile lavoro dell’AMOPUGLIA, di cui é stato testimone a Monopoli, dove ha anche svolto il suo ministero. Ed é con riferimento ad un incontro tematico tra “Scienza e Fede”, tenutosi nel 2000 a Roma, col professor Umberto Veronesi e il Cardinal Carlo Maria Martini, che il professor Francesco Schittulli chiude l’incontro, rafforzando il concetto di legame tra scienza, etica e fede. Il richiamo é all’eco delle parole di sua Eccellenza, che ancora oggi lo illuminano: “Io non penso alla Sanità come ad un’azienda, né alla salute come ad un prodotto, soggetto alle leggi economiche di mercato, né penso al malato come ad un cliente; perché il profitto non vale più della vita”.