Il nuovo Consiglio regionale è più rosa con 12 elette. Francesco Paolicelli è il "mister preferenze". Crolli eccellenti: fuori Vendola, Parchitelli, Amati e il veterano Mennea. Si apre l'era del "decennio Decaro".
Bari - Antonio Decaro doveva essere, e Antonio Decaro è stato: il vincitore annunciato delle regionali 2025. Il candidato progressista incassa il successo più largo della storia elettorale pugliese e sfiora il 64%, distanziando di quasi trenta punti lo sfidante del centrodestra Luigi Lobuono, fermo al 35%.
Nonostante la scarsa affluenza, il nuovo Consiglio regionale si presenta rinnovato, soprattutto sul fronte della rappresentanza femminile: 12 le consigliere elette, dieci in maggioranza e due all’opposizione. Un avanzamento significativo per un’assemblea che negli ultimi anni faticava a superare la soglia minima della parità.
Il “mister preferenze” di questa tornata è, oltre allo stesso Decaro che supera i voti della coalizione, il suo fedelissimo Francesco Paolicelli, presidente di commissione uscente: più di 33 mila preferenze, un risultato mai raggiunto prima. Sul fronte femminile svetta invece l’avvocata Elisabetta Vaccarella, regina di voti con quasi 28 mila preferenze.
Non mancano le sorprese e anche i crolli eccellenti. Fuori Alleanza Verdi e Sinistra, nonostante la presenza di Nichi Vendola in lista, incapace di superare la soglia del 4%. Stessa sorte per Avanti Popolari dell’assessore uscente Gianni Stea, rimasta lontana dall’area seggi.
Il quadro completo degli eletti
Nel Partito Democratico scattano Vaccarella, sostenuta da Marco Lacarra, e le riconferme di Loredana Capone, Donato Pentassuglia, Debora Ciliento, Raffaele Piemontese e naturalmente Paolicelli. Promossi anche i volti nuovi: Giovanni Vurchio, Isabella Lettori, Rossella Falcone, Stefano Minerva e due ritorni pesanti, Toni Matarrelli e Cosimo Borracino.
Risultato eccellente per la civica Decaro Presidente, che manda in aula sette new entry: Felice Spaccavento, Nicola Rutigliano, Tommaso Gioia, Graziamaria Starace, Giulio Scarpato, Silvia Miglietta e Giuseppe Fischetti.
I Cinque Stelle, terzo pilastro della coalizione vincente, confermano l’ex assessora Rosa Barone e il vicepresidente uscente Cristian Casili, ai quali si aggiungono Maria La Ghezza da Monopoli e Annagrazia Angolano.
Per la civica Per la Puglia, confermati l’assessore Sebastiano Leo, Saverio Tammacco e Antonio Tutolo. Con loro entra anche Ruggiero Passero, riferimento della corrente Caracciolo nella Bat.
Sul fronte dell’opposizione, Fratelli d’Italia resta il primo partito del centrodestra: riconfermati Tommaso Scatigna, Tonia Spina, Luigi Caroli, Paolo Pagliaro, Renato Perrini, Dino Basile e Giannicola De Leonardis. Quattro i nuovi ingressi: Andrea Ferri, Antonio Scianaro (già consigliere in passato), Nicola Gatta e Giampaolo Vietri.
In Forza Italia conquistano il seggio gli uscenti Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba e Massimiliano Di Cuia, ai quali si aggiungono Carmela Minuto e Marcello Lanotte.
Nella Lega restano stabili Fabio Romito — forte di 17 mila preferenze e nuovo leader dei sovranisti — Napoleone Cera, Gianni De Blasi e Antonio Scalera.
Gli esclusi eccellenti
Non mancano i colpi di scena. Il più clamoroso riguarda la barese Lucia Parchitelli, presidente di commissione uscente, rimasta fuori nonostante oltre 23 mila voti. Stessa sorte per gli assessori uscenti Fabiano Amati e Gianfranco Lopane. Fuori anche un veterano come Ruggiero Mennea, tra i consiglieri più longevi del centrosinistra pugliese.
Un’assemblea profondamente rinnovata, dunque, che ora si prepara a inaugurare la lunga stagione del “decennio Decaro” alla guida della Regione Puglia.