Due serate all’insegna della cultura e della riflessione hanno animato la rassegna promossa dall’UPTE presso la biblioteca comunale.

upte selva oscura putignanoPutignano - Dopo l’apprezzato intervento del professor Luigi Coletta sul tema dell’ amicizia presso gli antichi Romani, martedì 4 novembre, la settimana si è chiusa, venerdì 7 novembre, con l’incontro Oltre la selva oscura, dedicato a Dante Alighieri e curato da don Mimmo Belvito, parroco della chiesa di Maria SS. del Carmine, con la partecipazione del filologo Domenico Modista.


L’amicizia tra etica, virtù e sentimento
Nel suo intervento, il professor Coletta ha guidato il pubblico in un viaggio nel pensiero latino, attraverso le parole di Cicerone, Seneca, Catullo e Orazio, per mostrare come l’amicizia fosse per i Romani un legame profondo e nobile.
Cicerone, ricordando l’amico Lelio, la definiva un sentimento fondato su virtù e onestà, non sul bisogno o sull’interesse. L’amicizia vera – ha spiegato Coletta – nasce dall’affetto sincero e reciproco, specchio dell’animo umano. Ma nei periodi più bui della storia romana, come sotto Nerone, anche questo sentimento venne corrotto e ridotto a strumento di convenienza e paura.
I poeti, da Catullo a Orazio, tentarono poi di riscattarne il valore, esaltando l’amore e la fedeltà come forze capaci di superare la morte. Il relatore, con la sua consueta chiarezza e passione, ha conquistato l’attenzione dei presenti, suscitando applausi e il desiderio di nuovi incontri.

Con Dante, oltre la selva
Qualche giorno dopo, l’attenzione si è spostata su Dante e sul significato universale del suo viaggio “oltre la selva oscura”. Don Mimmo Belvito ha proposto una lettura spirituale e umana della Divina Commedia, opera che – ha spiegato – parla a tutti: credenti e non, smarriti e cercatori di fede.
Per Dante, l’Inferno rappresenta l’abbandono al passato e alla paura; il Purgatorio, il cammino di chi affronta i propri limiti; il Paradiso, il desiderio purificato che spinge verso la luce. Scritta in volgare per essere compresa da tutti, la Commedia è, ancora oggi, un viaggio che invita a superare la crisi e a ritrovare Dio nell’altro e nella vita quotidiana.

Il filologo Domenico Modista ha poi arricchito l’incontro con un approfondimento storico, ricordando che Dante fu un uomo comune, capace di trasformare le proprie sofferenze in poesia universale. “Il vero inferno – ha detto – è quello che ci paralizza e ci fa smarrire, ma ognuno di noi può uscirne, come fece Dante, guardando avanti con speranza.”

Due appuntamenti diversi, uniti dallo stesso filo conduttore: la ricerca del senso autentico delle relazioni umane e del cammino interiore che, da Roma antica alla Firenze di Dante, continua a parlare al cuore dell’uomo di oggi.