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Carabinieri: 7° anniversario della strage di Nassiriya
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Carabinieri: 7° anniversario della strage di Nassiriya

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Attualità
FOTO_CERIMONIASolenne commemorazione ai caduti in occasione del 7° anniversario dell'attentato di Nassiriya che costò la vita a 19 italiani

FOTO_CERIMONIA_GEN.B._ALDO_VISONE

Bari - Questa mattina a Bari, all’interno della Cappella del Comando Legione Carabinieri “Puglia”, in occasione del 7° anniversario dell’attentato di Nassiriya, costato la vita a 19 italiani, è stata celebrata una Santa Messa per la commemorazione dei caduti nella strage.

La cerimonia religiosa è stata preceduta dalla deposizione di un cuscino di fiori presso il monumento ai caduti dell’Arma, posto nel cortile di questa caserma “CHIAFFREDO BERGIA”. Alla celebrazione, densa di significato e volta a rendere omaggio a chi ha offerto la propria vita per la patria e per l’Istituzione, erano presenti il Comandante della Legione Carabinieri “Puglia”, Generale di Brigata Aldo VISONE, il Comandante Provinciale di Bari, Col. Aldo IACOBELLI, e una rappresentanza di militari in servizio e in congedo. Alla manifestazione ha preso parte anche l’Appuntato Antonio ALTAVILLA, testimone del tragico episodio.


Nella strage di Nassiriya del 12 novembre 2003 morirono 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e due civili. Alle ore 10.40, ora locale (le 08.40 in Italia), un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando l'esplosione del deposito munizioni della base e la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il tentativo di un Carabiniere, di guardia all'ingresso della base "Maestrale", di fermare con il fucile AR 70/90 in dotazione i due attentatori suicidi riesce, tant'è che il camion non esplode all'interno della caserma, ma sul cancello di entrata, altrimenti la strage sarebbe stata di ben più ampie dimensioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell'esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell'esercito italiano di scorta alla troupe, che si erano fermati lì per una sosta logistica.





 

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