Donato Venerito e Michele D’Attoma lasciano il consiglio della Bcc di Conversano. Sono accusati, insieme ai figli, di bancarotta e usura bancaria.
Conversano - Il presidente della Bcc di Conversano, Donato Venerito, 75 anni, e il consigliere Michele D’Attoma, 63 anni, hanno rassegnato le dimissioni dall’incarico che avevano ottenuto lo scorso anno dall’assemblea dei soci, a seguito della richiesta di rinvio a giudizio per le accuse (a vario titolo) di concorso in bancarotta e usura bancaria.
A novembre scorso la Procura di Bari aveva chiesto il rinvio a giudizio anche per i figli dei due: Alessandro Venerito, 44 anni, e Orlando D’Attoma, 27 anni, per l’ingegnere Orazio Nicola Trisolini, 61 anni e per l’imprenditore nocese Vito Fusillo.
Secondo le indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Bari, Fusillo avrebbe prima ottenuto un finanziamento dalla banca e avrebbe poi ceduto sottocosto la masseria Del Monte di Conversano a una società agricola riconducibile ai figli di D’Attoma e Venerito.
Ma anche a causa di questa operazione la Maiora di Fusillo sarebbe fallita nel settembre 2019. A seguire, poi, l'aggravamento del buco che determinò i guai finanziari della Banca popolare di Bari.