Il sindaco getta acqua sul fuoco: “Putignano resta città libera” e difende l’operato della Polizia. il Consigliere D'Aprile: "... Il Sindaco sceglie di non approfondire..."
Putignano Ba - La replica del Sindaco Michele Vinella all’episodio accaduto durante il passaggio del Giro d’Italia 2025 a Putignano ha di fatto gettato benzina sul fuoco e spaccato l’opinione pubblica la quale si è espressa con una sequela piuttosto vivace di commenti, sui social.
Nel mirino del dibattito, la rimozione di una bandiera palestinese esposta sul balcone di un’abitazione privata, in segno di solidarietà con il popolo palestinese, lungo il tracciato attraversato ieri dallo sciame rosa di passaggio nella città del carnevale.
Ciò nondimeno, l’autrice di tale gesto pacifico, ha raccontato di essere stata invitata dalla Polizia di Stato a rimuovere dal balcone della propria abitazione la bandiera, lamentando di aver subito un abuso o, quantomeno, una negazione della libertà di espressione garantita costituzionalmente.
Non appena la notizia si è diffusa dalla stampa locale, le reazioni di stupore o addirittura di sdegno non si sono fatte attendere: in alcuni casi si chiede al sindaco di verificare l’operato della polizia; in altri lo si accusa di non prendere posizione netta sull’accaduto; in altri ancora si invita il sindaco ad esporre egli stesso la bandiera palestinese da palazzo di città... E altro, spesso con toni non sempre lusinghieri.
La replica del Sindaco Vinella è arrivata speditamente: In merito alla bandiera palestinese esposta e poi ritirata a seguito di un confronto con la Polizia di Stato, ritengo necessario ribadire con fermezza che Putignano deve rimanere una città libera, un luogo in cui poter esprimere il proprio pensiero e la propria opinione… nel pieno rispetto dell’art. 21 della nostra Costituzione. … Rispetto all’episodio descritto, avvenuto in un giorno complesso e delicato per le forze dell’ordine in termini di gestione, controllo e prevenzione della sicurezza sul territorio, sono dispiaciuto per l’accaduto perché a Putignano l’operato della Polizia di Stato non ha mai interferito con la libertà di espressione, anzi ha sempre contribuito a che questa venisse garantita con la sicurezza di tutte e tutti…
L’affondo del consigliere di minoranza Sandro D’Aprile:
Mi ha stupito il commento tiepido ed incerto del Sindaco che sceglie di non approfondire e non esprimere solidarietà neppure verso una propria concittadina a cui è stato chiesto di rinunciare a un gesto pacifico e simbolico. Un gesto che rappresentava, se non altro, l’esercizio di una libertà fondamentale.
Non conosco i reali motivi dell’intervento della polizia di Stato nel far rimuovere una bandiera, ma dubito vi fossero questioni di ordine pubblico dietro un simbolo esposto su di un balcone a Putignano. Non esiste alcuna norma che limiti la libertà o la possibilità di manifestare il proprio pensiero. La politica può e deve chiedere spiegazioni su quanto accaduto perché ha il dovere di indicare con chiarezza da che parte vuole stare. Soprattutto quando in gioco ci sono diritti costituzionali… Proporrò al Consiglio Comunale di esporre fuori dal Comune non solo la bandiera palestinese, ma anche quelle di ogni popolo assediato ed oppresso a testimonianza che la richiesta di pace non può mai essere un pericolo per nessuno.
In ultima analisi sembra dunque che la rimozione forzata della bandiera, nel contesto e nelle modalità in cui si è verificata, è sembrata piuttosto fuori luogo e l’intervento del Sindaco piuttosto tiepida.
È di tutta evidenza dunque che il gesto sia stato volutamente così plateale, perché queste manifestazioni catturano l’attenzione dei media nazionali e internazionali svolgendosi in contesti ed eventi sportivo di grande richiamo. Le immagini vengono trasmesse a milioni di spettatori, fornendo ai manifestanti un mezzo per portare alla luce temi che altrimenti resterebbero fuori dai canali tradizionali di comunicazione di massa.
A rigor di cronaca va evidenziato infatti che, non è la prima volta che si registrava un intervento simile durante una tappa del Giro d’Italia. Nella stessa giornata, sul traguardo di Lecce, e a Matera in occasione della tappa precedente, erano stati notati striscioni, bandiere e cartelli con temi analoghi visibili alle telecamere e alle persone sul posto. Uno degli attivisti, portando sulle spalle la bandiera, aveva inoltre un cartello con la scritta “20.000 bambini. Uccisi. Nel silenzio del mondo”. Ma non si è registrato alcun problema di ordine pubblico o l’intervento di forze di polizia.
Ecco perché probabilmente l’episodio pacifico di Putignano, ben lontano da rischio concreto o turbamento della quiete, è stato letto da molti come una censura, tanto da chiamare in causa i principi costituzionali di libertà e di manifestazione del pensiero.