Otto gli indagati in un’inchiesta per corruzione, turbativa d’asta e falso. Coinvolti anche una dirigente, un imprenditore e un finanziere.
MOLFETTA – Comparirà oggi davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini, per un interrogatorio preventivo legato a una richiesta di arresto avanzata dalla Procura. Minervini è uno degli otto indagati in una complessa inchiesta per corruzione, turbativa d’asta, peculato e falso.
Secondo quanto emerso, le indagini – nate da un’inchiesta del 2022 sulla nuova area mercatale già posta sotto sequestro – avrebbero rivelato una rete di illeciti legati all’assegnazione di appalti pubblici. Tra i principali accusati anche una dirigente comunale e l’imprenditore Vito Leonardo Totorizzo, ritenuto dagli inquirenti vicino al sindaco e presunto artefice di una raccolta voti per Minervini durante le elezioni amministrative del maggio 2022, e soprattutto al ballottaggio di giugno. Totorizzo avrebbe ottenuto in cambio appalti pubblici assegnati in modo irregolare, tra cui quello per il nuovo porto commerciale di Molfetta, progetto che avrebbe attirato anche l'interesse dell’imprenditore Gianluigi Aponte.
Coinvolto nell’inchiesta anche un finanziere, accusato di aver rivelato informazioni riservate su indagini in corso a una dirigente comunale, di cui si sarebbe invaghito. Tra gli otto indagati figura anche il cugino del sindaco, Tommaso Messina, che ricopriva il ruolo di autista del primo cittadino: secondo le accuse, avrebbe usato l’auto di servizio per fini personali, comportamento che sarebbe stato tenuto anche dallo stesso Minervini, in occasione di uscite private con la dirigente coinvolta.
Per tre degli otto indagati la Procura ha chiesto il divieto di dimora nel comune di residenza. Come da prassi, dopo l’interrogatorio la gip avrà a disposizione 20 giorni per decidere se disporre o meno le misure cautelari richieste.