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Riflessioni su giovani e media digitali al Majorana-Laterza di Putignano
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Riflessioni su giovani e media digitali al Majorana-Laterza di Putignano

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Attualità

Un convegno alla ricerca di un’etica della comunicazione online

PuMajorana-Laterza_convegno_internettignano Ba - Martedì 26 aprile 2016 si è svolto presso l’Auditorium del Polo Liceale “Majorana-Laterza” di Putignano un convegno di studio dal titolo Più connessi = più vicini? Nuove generazioni e media digitali: riflessioni per una un’etica della comunicazione online.



L’incontro è nato dalla collaborazione tra l’Associazione Liceando APS e l'I.I.S.S. “Majorana-Laterza” di Putignano con l’obiettivo di esplorare in forma multidisciplinare gli aspetti etici, pedagogici, psicologici e legali dei nuovi media, soprattutto nella prospettiva del rapporto tra le generazioni.

I lavori sono stati moderati da Massimo Bianco, caporedattore del Tg-Norba. Il dott. Felice Blasi, presidente del Co.Re.Com. Puglia, nella relazione dal titolo La mediazione virtuale, ha sottolineato come le tecnologie in brevissimo tempo abbiano cambiato con le relazioni anche il paesaggio umano.


Egli ha posto l’accento su un fenomeno nuovo occorso con l’avvento dei new media: la disintermediazione delle mediazioni tradizionali. Questo è accaduto sia in ambito lavorativo ed economico che in ambito educativo: basti pensare ai risvolti che l’e-learning produce nelle scuole. La disintermediazione e la conseguente ri-mediazione non hanno risparmiato neanche le famiglie, ridisegnando i legami fondamentali, educativi e affettivi, tra genitori e figli.


IlMajorana-Laterza_convegno_internet3 prof. Alberto Fornasari, docente di Pedagogia Sperimentale all’Università di Bari Aldo Moro, presentando una relazione dal titolo Dietro lo schermo: gli adolescenti e la comunicazione ai tempi di Facebook, ha sottolineato la necessità che il mondo degli adulti eserciti sui bambini e sui giovani la media education, ovvero s’impegni a promuovere un uso critico e responsabile delle nuove tecnologie e di Internet.

Superando la contrapposizione tra tecno-integrati e tecno-apocalittici, occorre riflettere su potenzialità e rischi della Rete poiché in essa si riconosce un’anima ambivalente: può unire ma anche catturare.

Il dott. Andrea Carnimeo, direttore tecnico capo della Polizia di Stato presso il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha relazionato su I pericoli del Web. Oggi la domanda da porsi è: “Cosa la tecnologia può fare di noi?”. Diverse risposte, seppure parziali, possono essere date. Innanzitutto ci stiamo abituando ad essere soli insieme agli altri, preferendo l'interfaccia digitale al mondo reale, inoltre spesso postiamo su Facebook dati sensibili, senza tutelare la nostra privacy, dimenticando che ciò che è in Rete non può essere più cancellato. Infine occorre informare i ragazzi che alcuni comportamenti messi in atto online, come il cyberbullismo e il sexting, costituiscono veri e propri reati.

Il dott. Luigi Corvaglia, psicologo esperto in dipendenze, ha parlato di Facebook ed altri “non luoghi”. Nomadismi virtuali e patologia della post-modernità. Essere nativi digitali comporta stili e capacità cognitive diversi, di cui l’educatore deve tener conto, come ad esempio il multitasking, la non linearità propria dell’ipertesto, la prevalenza del canale visivo.

Egli si è soffermato sui disturbi da dipendenza da Internet (IAD) come il Cybersex, la MUD Addiction, il Gambling online, l’Information Overload e la Cyber Relational Addition. Per ciascuna forma di dipendenza ha tracciato il profilo psicologico di chi ne è vittima nonché le conseguenze provocate dall’intossicazione acuta. Infine, ha illustrato i processi neuro-biologici alla base di tali dipendenze.

Ha concluso i lavori la dott.ssa Rosy Paparella, garante dei diritti dei minori presso la Regione Puglia. Nella relazione Majorana-Laterza_convegno_internet2Nativi e migranti digitali: il conflitto tra generazioni, ha esordito con l’affermazione che negli ultimi venti anni sono cambiate sostanzialmente due cose nel rapporto tra le generazioni: da un lato l’invasività delle tecnologie come strumento di comunicazione e informazione, dall’altro i nuovi stili educativi.

Superando la vecchia distinzione tra cyberottimisti e cyberpessimisti, gli adulti devono essere ben informati di ciò che entra nelle loro case con Internet ed esercitare nei confronti delle nuove generazioni capacità di ascolto, non trascurando di dare il buon esempio e non rinunciando a porre dei limiti. Citando il filosofo Umberto Galimberti, la dottoressa Paparella ha ricordato che le tecnologie costituiscono in fondo solo un elettrodomestico stupido che spetta a noi usare bene.

Il convegno, preceduto dall’esecuzione musicale di un quartetto d’archi che ha eseguito musiche di Händel, Elgar, Bizet e Brahms, è stato introdotto dal dott. Nicola Morelli che ha dato voce ed espressione alla lettera di Umberto Eco: Caro nipote, studia a memoria. Sono quindi intervenuti a salutare la vasta platea: il preside del Polo Liceale, prof. Martino Sgobba, il sindaco di Putignano, Domenico Giannandrea, il delegato del Rettore dell’Università di Bari Aldo Moro, prof. Giuseppe Pirlo, e il presidente dell’Associazione Liceando, dott. Vito Fanelli.