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Locali confiscati alla mafia: inteviene anche Rifondazione Comunista
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Locali confiscati alla mafia: inteviene anche Rifondazione Comunista

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Attualità

Gli amministratori comunali stanno controllando ed informando?

Libera_il_bene__immob_confiscato_alla_mafia_PutignanoPutignano Ba - riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del partito di Rifondazione Comunista, Circolo “Margherita Pusterla” di Putignano, contenente osservazioni in merito alla questione già sollevata dal prof. Paolo Vinella nella sua lettera e inviata alla stampa locale qualche giorno fa, concernenti l'immobile ex vetreria confiscato alla mafia e riconvertito grazie al progetto Libera il Bene.

Il prof. Paolo Vinella, fino all’inizio di gennaio 2015 impegnato a titolo di volontariato nella Cooperativa Sociale HERBORA e nel progetto LA MENTE E LE MANI di gestione dei locali confiscati alla mafia in Via Conciliazione, ha inviato una lettera agli organi d’informazione locale. Da parte nostra, premesso che qui non intendiamo trattare della questione personale - anche se ogni persona ha diritto ad essere tutelata nella propria dignità e nelle proprie ragioni - e nemmeno rivolgere critiche e/o accuse alla Cooperativa HERBORA, vogliamo mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali della questione:

1 - IL VALORE SIMBOLICO DEL BENE CONFISCATO E LE RESPONSABILITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E DELL’ENTE GESTORE.

Circa la confisca dei beni confiscati alla mafia e alla malavita organizzata, esistono leggi e normative, nazionali e regionali, chiare e precise cui l’Amministrazione comunale assegnataria e l’eventuale ente gestore devono attenersi. I beni ed i patrimoni frutto di malaffare, una volta confiscati, devono essere restituiti alla collettività a titolo di risarcimento per il danno che la collettività stessa ha subito. L’utilizzo di tali beni deve essere assolutamente finalizzato a scopi di utilità sociale (lavoro retribuito, cultura, assistenza, ecc.) senza alcun fine di lucro o profitto privato. In parallelo alle attività lavorative, culturali, assistenziali, l’ente gestore e l’Amministrazione Comunale assegnataria sono tenuti a svolgere iniziative ed attività di promozione e di sostegno alla cultura della legalità e di contrasto alla cultura ed alle attività dell’illegalità, del malaffare, della corruzione pubblica e privata, dei traffici illeciti.   

2 - LA GESTIONE DEL BENE CONFISCATO.

     Per la gestione, poi, dei beni confiscati alla mafia, le linee generali sono dettate da leggi apposite, mentre i dettagli sono definiti dalla particolare Convenzione tra il Comune, proprietario, e l’Ente gestore. Nel nostro caso, la Convenzione stabilisce, tra l’altro:

- art. 3: le modalità di erogazione e di utilizzo del contributo comunale di 70 mila Euro, con obbligo di verifica da parte del Comune, insieme ad obblighi vari da parte di HERBORA, tra cui “dare priorità all’inserimento lavorativo dei soggetti … segnalati dai servizi Sociali del Comune di Putignano”.

- art. 4: “… Viene pronunciata la decadenza della concessione e risolta la convenzione nei seguenti casi: …  e) inosservanza da parte del concessionario di norme, leggi, regolamenti comunali… “.

- art. 8: “Il Comune di Putignano ha facoltà di esercitare il controllo sul concessionario, sui beni concessi e sull’attività svolta dallo stesso, affinchè sia assicurato il rispetto dell’interesse pubblico e delle disposizioni contenute nella legge e nel presente atto. Analogo controllo potrà essere effettuato dagli Uffici Prefettizi, dalla Regione Puglia e da ogni soggetto dagli stessi indicati”.

3.- BILANCIO DEL PRIMO ANNO DI GESTIONE. VERIFICHE E CONTROLLI.  ALTRI BENI CONFISCATI A PUTIGNANO. ALTRE SITUAZIONI ANALOGHE.

Ad oltre un anno dalla consegna alla Cooperativa Sociale HERBORA del bene confiscato -per la cui ristrutturazione è stata investita la bella somma di circa 850 mila Euro di denaro pubblico -   Paolo Vinella espone delle critiche circa la gestione del bene stesso e sostiene di averne informato gli amministratori comunali. Noi ci chiediamo: L’Amministrazione Comunale ha effettuato le verifiche ed i controlli cui è tenuta? Ha verificato il rispetto delle leggi e la coerenza tra il progetto presentato e quello attuato? Quanti disoccupati svantaggiati putignanesi vi lavorano? Ha informato opportunamente i cittadini ed i loro rappresentanti, dentro e fuori del Consiglio Comunale  del valore, reale e simbolico, di questo bene e della sua gestione? Perché non è stata realizzata alcuna iniziativa di promozione della cittadinanza attiva e della cultura della legalità, in contrapposizione alla cultura dell’omertà, dell’illegalità e dell’abusivismo, della mafiosità, ecc.? E’ vero che a Putignano ci sono altri beni confiscati alla criminalità organizzata ed entrati nel patrimonio comunale? Qual è il loro utilizzo? Senza che questo significhi automaticamente critiche e/o accuse, quali verifiche e controlli sono attuati dall’Amministrazione comunale per altre situazioni analoghe (Fondazione “Leopardi nella sua luce”, Fondazione “S. Maria degli Angeli”, “ex Macello”, partecipazione al GAL, ecc.)? Ne sono informati gli amministratori (opposizione compresa), i cittadini ed i loro rappresentanti dentro e fuori le istituzioni? A noi non risulta.

                                                      

(Partito Della Rifondazione Comunista Circolo "Margherita Pusterla" - Putignano)