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Putignano - Tagli alla banca del sangue: ospedale in ginocchio

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Attualità

Penalizzata l'attività chirurgica e persi i 750mila euro destinati all'ammodernamento del centro trasfusionale

Ospedale_di_Putignano_Santa_Maria_degli_Angeli_2Putignano Ba - La riorganizzazione sanitaria delle autorità regionali anziché risparmiare fa perdere finaziamenti europei per gli ammodernamenti delle strutture, aumenta i costi di gestione del servizio e mette a rischio la salute delle persone.

Eeffetti contestati dal sindaco di Putignano Domenico Giannandrea e condiviso dalla comunità, in un documento indirizzato al direttore generale ASL Vito Montanaro e al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, con il quale si chiede l’immediata sospensione del provvedimento che dispone, con decorrenza 1^ luglio, la trasformazione del centro trasfusionale locale nosocomio in <<Semplice Articolazione Organizzativa del centro trasfusionale dell’ospedale di Monopoli>>.

In pratica, della struttura putignanese dalla quale attingevano anche Noci, Locorotondo, Alberobello, Gioia del Colle, Sammichele, Turi e Conversano, resta solo un centro prelievi. Tutte queste realtà, Putignano compresa, in caso di emergenza ora, dovranno mandare a prendere da Monopoli, con proprio mezzo, le sacche di sangue. La distanza e i tempi di percorrenza, complicati da collegamenti stradali pessimi ed eventuali condizioni meteorologiche avverse, secondo i chirurghi, potrebbero mettere in serio pericolo la vita dei pazienti.

Il provvedimento già annunciato alcune settimane fa, è stato confermato dalla Direzione Generale della ASL e recapitato il 30 giugno all’amministrazione del presidio putignanese. Il tutto nonostante le continue rassicurazioni del direttore generale Montanaro, che non sarebbero previsti altri tagli a carico del Santa Maria degli Angeli.

Il ridimensionamento del centro trasfusionale putignanese è stato deciso perché considerato non a norma di legge. La ASL Bari dunque, non ha tenuto conto del fatto che la precedente direzione del Dott. Colasanto, avesse stanziato circa 750mila euro di fondi fers, proprio per l’ammodernamento di questa fondamentale struttura ospedaliera. Fondi che resteranno inutilizzati, in barba a qualsiasi politica del <<risparmio>>. Non solo, ma è facile prevedere un ulteriore aggravio di costi per via del previsto servizio di trasporto giornaliero degli emo-componenti da Putignano a Monopoli che, dagli atti, risulta affidato ad una ditta esterna.  

Va ricordato inoltre che, a parte quelli del San Paolo e di Altamura, di fatto non sarebbero in regola neanche i centri trasfusionali di Monopoli, di Molfetta e del Di Venere di Carbonara.

Tale ridimensionamento è ancor più incomprensibile se si tiene conto della produttività del centro trasfusionale di Putignano che, rispetto alle altre strutture presenti nell’intera ASL Bari, registra quasi 5mila donazioni di sangue l’anno. Numeri cioè, più che doppi rispetto a quelli conseguiti singolarmente presso le strutture di Monopoli, Molfetta e Altamura.

Vieppiù che la banca del sangue putignanese era convenzionata con l’IRCSS di Castellana Grotte e le Case di Cura “Villa Lucia” di Conversano, “Casa Bianca” di Cassano Murge e “Monte Imperatore” di Noci; forniva esami tossicologici per l’utenza del SERT di Putignano e di Gioia del Colle, nonché per i detenuti della Casa circondariale di Turi.

A fronte di tale analisi dei fatti, anche il sindaco chiede nella sua istanza formale alle autorità regionali, sulla base di quale strategia e motivazioni sia stato adottato il provvedimento finalizzata alla riduzione delle competenze del Centro Trasfusionale di Putignano, <<oltretutto in evidente e palese contraddizione con quanto finora concretamente prodotto dalla stessa Direzione Generale con atti pubblici ed ufficiali per il proficuo miglioramento della situazione attuale…>>.

Sulla questione della paventata chiusura dell’ospedale di Putignano lo scorso 16 giugno, il Movimento Cinquestelle ha presentato in Parlamento un’interrogazione parlamentare al Ministero della Salute, sottoscritta dai deputati Giulia Grillo; Baroni, Di Vita, Giordano, Lorefice, Mantero, De Lorenzis, Brescia, D’Ambrosio, Scagliusi, L’Abbate. Tra i quesiti, i costi per la realizzazione del nuovo ospedale di Fasano-Monopoli; la progressiva perdita di posti letto per abitanti, attualmente al di sotto del minimo di legge; lo spostamento di reparti verso altri presidi ospedalieri; la cancellazione di primari e di personale dalla pianta organica; il progressivo deterioramento delle attrezzature mediche in dotazione.

A proposito di costi della sanità in Puglia e sforbiciate agli ospedali del Sud-Est barese, è appena il caso di ricordare che nel 2011 ad esempio, sono stati spesi oltre 5 milioni di euro a Putignano: un milione e mezzo per ristrutturare l'ex sanatorio di Monte San Michele in Monte Laureto, struttura oggi solo marginalmente utilizzata, e tre milioni e mezzo, per la costruzione della nuova ala dell'Ospedale Santa Maria degli Angeli.